Lao
She e il teatro
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(Nuova tigre che uccide) pubblicata nel 1938 sul primo numero della rivista
Kang dao di (Resistere fino alla
fine)6. Si tratta di una delle quattro brevi opere tradizionali, tutte composte tra il '37 e il '38, poi raccolte nel volume San si
yi7 (Tre, quattro, uno). A proposito di queste composizioni, nella prefazione al volume scriveva: "Non saprei dire se sono fatte bene o male. Lo si potrebbe capire solo se venissero rappresentate. Le ho pubblicate per dare un esempio".
Lao She tornerà a dedicarsi ancora al teatro tradizionale negli anni che precedono e seguono la stesura di
Chaguan. Nel 1956 pubblicherà sulla rivista Beijing Wenyi una revisione di
Shiwu guan (Quindici denari), antica opera kunqu. Nel 1959 scriverà
Qingxia Danxue trasformando un esempio di narrativa tradizionale in un testo per il teatro di Pechino. Nel 1961 invece scriverà
Hezhu pei (La borsa di Hezhu) pubblicata sulla rivista Juben nel dicembre dello stesso anno, ma questa volta si trattava di una operazione contraria alla precedente: la trasformazione di un'opera tradizionale del Sichuan in un moderno
huaju8.
3. Le arti dello spettacolo popolare.
Il legame artistico e biografico che Lao She ha avuto nei confronti delle diverse arti dello spettacolo popolare è un aspetto determinante nella storia della sua produzione, ma è anche un aspetto che la critica occidentale tende a sottovalutare rispetto ad esempio all'influenza della letteratura inglese sulla sua narrativa. Esso viene per lo più considerato un percorso obbligato che, per Lao She come per molti altri autori contemporanei, fu determinato dalle vicende della politica culturale. Comunque se quel legame non è stato rilevante per la sua opera narrativa, lo è stato certamente nella formazione della sua idea di teatro e di drammaturgia.
David Wang der Wei indica una via intermedia in questo problema critico quando sostiene che Lao She ha trasferito nel teatro: "alcuni caratteri della sua
fiction comica, come l'intreccio melodrammatico, i personaggi alla Dickens, e il brillante
sarcasmo"9. Anzi sarebbe stata proprio l'influenza di Charles Dickens a riportare Lao She verso il "potenziale polisemico e dialettale incorporato nella convenzione del racconto
orale".10
È dunque utile ripercorrere i principali momenti della biografia e della scrittura di Lao She che sono segnati dal contatto diretto con le arti dello spettacolo popolare, soprattutto quelle che avevano al loro centro la narrazione orale.
Dopo sei anni trascorsi in Inghilterra, Lao She era tornato in Cina nel 1930. Per alcuni anni si era fermato a Jinan (Shandong) dove aveva insegnato all'università Qilu. Nel 1937 lasciò Jinan per raggiungere Wuhan dove cominciò a partecipare alle iniziative di resistenza contro l'avanzata dei giapponesi. Nell'agosto del 1938 arrivò invece a Chongqing e lì restò otto anni impegnadosi nell'attività della Unione Nazionale degli scrittori e degli artisti contro la aggressione giapponese, fondata in quello stesso anno.
La difesa del paese era in quegli anni il soggetto e il motivo principale della sua scrittura. Il coinvolgimento nelle iniziative contro l'invasione giapponese e l'adesione ad una letteratura destinata soprattutto alle classi popolari lo portarono ad occuparsi di un aspetto della cultura cinese che amava molto: lo spettacolo popolare nelle sue molte forme di narrazione, canto, dialogo comico, ballate, quelle forme che vengono di solito comprese dell'espressione
quyi e nella maggior parte dei casi prevedono un accompagnamento strumentale o semplicemente ritmico (nacchere o
tamburo).11
Negli anni giovanili Lao She era stato molto vicino al mondo dello spettacolo popolare: a Pechino frequentava i teatri, le case da tè, assisteva agli spettacoli dell'Opera di Pechino, dei narratori e degli esecutori di ballate a
tamburo.12
Le circostanze della guerra e la politica culturale che ne conseguiva, lo spinsero a misurarsi in modo diretto con le forme più diffuse come le ballate a tamburo
(Dagu)13 o altre forme di dialogo, canto e narrativa orale alle quali, con la mobilitazione di attori e artisti, si voleva affidare il compito di preparare alla resistenza quanti vivevano lontano dalle aree urbane. A questo proposito qualche anno dopo dichiarava: "Prima della guerra contro i giapponesi non avevo mai pensato che un giorno avrei scritto
Guci, Xiaodiao e altri simili
componimenti".14 Nel 1941 ricordava: "Ho scritto testi per
Dagu, ho scritto Zhuizi della provincia dello Henan, e ho perfino scritto
Shulaibao".15
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